
Ci nascondiamo dietro una Maschera quando interagiamo con gli altri.
Ci nascondiamo dietro un Velo che limita il nostro vero Essere,spandendoci in mille rivoli.
Usiamo ,profanamente, la nostra Maschera per attirare attenzione,creandovi la nostra personalità fatta di mille piccolezze. Ci nascondiamo dagli altri perchè nutriamo verso gli altri le aspettative errate, di una società complessa che ci condiziona incessantemente con milioni di messaggi ed atteggiamenti indisponenti.Creiamo il nostro velo che porta il marchio dell'indifferenza.Lo vediamo quando ci troviamo davanti all'aiuto che dovremmo prestare e che non diamo,perchè nessuno lo da. Ci troviamo di fronte alla costruzione materiale del nostro io falsata dai linguaggi mediatici e modaioli di chi detta la controcultura.
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Dobbiamo invece usare questa Maschera per coprirci e dolerci di queste cose,usare la Maschera per nasconderci dietro le nostre piccole ingiustizie e così rammaricarci per il danno procurato dal nostro agire dettato da stereotipi non opportuni,votati alla materialità.Dovremmo metterci la Maschera e rammaricarci con contrizione di quello che noi,umani,stiamo combinando in chissà quale nome,immancabilmente in nome dell'ego.
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Usiamo,quindi,la Maschera per eleggerci paladini delle Virtù,quelle che oggi non sono "di moda". Compiendo l'azione virtuosa ,con la Maschera, non siamo riconoscibili al mondo per il bene fatto e quindi non ottendendo riconoscimenti,non forziamo l'ego a soddisfare e sviare la nostra ricerca interiore.Si,perchè se usiamo la Maschera per esercitare queste operazioni virtuose,siamo alla ricerca della Vera Iniziazione interiore,non la riconoscenza dell'uomo.