La via trascendente che tutti noi dobbiamo ,prima o poi, intraprendere varia secondo la persona e il destino di questa (il karma). Non tutti siamo nati uguali e come tali ognuno vive nel mondo la propria individualità. Secoli fa non vi era spazio per l'individualità ,in quanto la società era assai più semplice, fino a risalire alle antiche tradizioni agli albori dei tempi (anche se spesso la storia "ufficiale" omette molte fonti ). Ora vi è il pieno trionfo dell' individualità che apporta vari elementi negativi alla nostra vita , ma in alcuni casi essa è dispensatrice di libertà di scelta e come tale di "vocazione". Uso questo termine per evocare la nostra vera "vocazione" che non è quella già religiosa,intesa nel senso di "appartenente ad una rappresentanza religiosa",ma bensì alla nostra interiorità,che è spesso collegata alla religione. Questa libertà individuale ci porta ad esprimerci (vedi es. l'arte) oltre i limiti normali concepiti dalla vecchia tradizione, camminando e raccogliendo la nostra eredità genetica che consiste anche in quell'atomo di luce che per i ricercatori è ben più visibile di una persona qualsiasi che non ha questa "spinta". In sostanza, la vita è -per colui che si reputa ricercatore e studente - una corsa verso la meta che in sè non racchiude nulla di materiale ma solo una metafisicità che riesce a soddisfare al meglio la sua anima.
Il ricercatore continua solitario -al pari della Lama dell'Eremita- la strada della sua Rigenerazione, non solo per sè stesso (sebbene all'inizio in un atto di egoismo iniziatico) ma per tutti.

